CONCENTRATO DI ERITROCITI

 

Il concentrato di eritrociti, è un emoderivato che si ottiene tramite la centrifugazione, o la sedimentazione di una sacca di sangue intero. Viene conservato alla temperatura controllata di 4-6 °C. Se il conservante utilizzato è il SAG-mannitolo, la vitalità degli eritrociti arriva fino a 42 giorni dalla data della raccolta della sacca di sangue. E’ possibile che durante la separazione del concentrato di eritrociti una piccola quantità di plasma residuo, permanga nella sacca; ma ciò non costituisce un problema.

image

UNITA’ DI CONCENTRATO ERITROCITARIO

Anche per il concentrato di eritrociti, come per il plasma intero, è necessario rispettare la compatibilità tra gruppi sanguigni sia nel cane che nel gatto.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

  • Anemia in pazienti normovolemici, o nei casi in cui un aumento eccessivo della volemia può essere rischioso. Per esempio nei pazienti con patologie croniche, in particolare nefropatie o insufficienza cardiaca.
  • Anemia emolitica per esempio in corso di infezioni da Babesia spp. o nell’anemia emolitica autoimmune.
  • Deficit dell’eritropoiesi in corso di neoplasie o insufficienza renale cronica.

QUANTO CONCENTRATO DI ERITROCITI SOMMINISTRARE

Se il conservante utilizzato per il concentrato di eritrociti è il SAG-mannitolo la trasfusione può essere effettuata tal quale, senza l’aggiunta di soluzione fisiologica. Anche in questo caso esistono delle formule matematiche per aiutarci a capire quanto concentrato eritrocitario bisogna somministrare in base alla gravità della patologia in corso.

CANE

Volume da somministrare = peso in kg x 85 x (Hct desiderato – Hct ricevente / Hct dell’unità). Il volume ematico complessivo nel cane è di circa 85 ml / kg

GATTO

Volume sangue da somministrare = peso in kg x 67 x (Hct desiderato – Hct ricevente / Hct dell’unità). Il volume ematico complessivo nel gatto è di circa 67 ml / kg

In alternativa si può considerare che 2 ml di concentrato eritrocitario per ogni kg di peso vivo del ricevente fanno aumentare di circa 2% l’ematocrito del ricevente dopo la trasfusione.

COME EFFETTUARE LA TRASFUSIONE

La trasfusione viene effettuata tramite un accesso venoso nel ricevente. La somministrazione deve avvenire sempre attraverso un deflussore che possegga un filtro da 200 micron, in modo da trattenere i leucociti ed eventuali coaguli. Meglio non utilizzare le pompe a infusione perché possono provocare emolisi, e mai devono essere utilizzati scaldafluidi.

La trasfusione ha un inizio più lento, con una dose per 5 - 15 minuti di 5 ml/kg/h; se non compaiono reazioni trasfusionali si può aumentare la velocità fino a 15 ml/kg/h. E’ importante mantenere bassa la velocità trasfusionale nei pazienti con insufficienza renale cronica o miocardiopatie. In caso di grave ipovolemia la velocità trasfusionale può arrivare fino a un massimo di 66 ml/kg/h.

In tutti i casi si consiglia di completare la trasfusione entro 3 – 4 ore per evitare il rischio di contaminazione batterica della sacca.

Prima di effettuare la trasfusione se si tratta di sangue conservato, bisogna aspettare che la sacca raggiunga la temperatura ambiente. In caso di necessità si può scaldare la sacca a bagnomaria a 37°C, mentre non bisogna mai utilizzare il forno a microonde. Bisogna inoltre miscelare più volte il sangue, capovolgendo la sacca anche 40 – 50 volte prima di effettuare la trasfusione.

 

Iscriviti alla nostra newsletter per mantenerti aggiornato sulle novità e non esitare a contattarci per ogni necessità o informazione: contatti

Nessun commento:

Posta un commento